«The Proxy» è un RPG single-player ambientato nella nazione immaginaria di Leviah. Il giocatore assume il ruolo del nuovo presidente dopo la morte del predecessore e deve mantenere il Paese in funzione attraverso una serie di decisioni cruciali. L'esperienza ruota attorno a scelte narrative che intrecciano gestione politica e conseguenze personali: ogni documento e ogni firma influenzano il futuro della nazione e della sua popolazione.
Gameplay
Il cuore del gioco consiste nell'esaminare e firmare documenti ufficiali che determinano la direzione di Leviah. Si va da pratiche amministrative di routine a politiche ad alto rischio, ognuna delle quali presenta compromessi che riguardano diversi gruppi del Paese. Il giocatore riceve informazioni riservate prima che diventino pubbliche, potendo così sfruttare opportunità di mercato ancora ignote agli altri. Ne nasce un ciclo di gestione dell'informazione in cui tempismo e divulgazione selettiva diventano strumenti per preservare la stabilità o perseguire obiettivi personali.
Un altro aspetto centrale è il bilanciamento delle richieste contrastanti. Familiari, cittadini e generazioni future avanzano pretese sul leader, ma risorse e influenza sono limitate. Le decisioni spesso impongono priorità, con ripercussioni su economia, società e politica. Una crisi imminente intensifica la pressione, restringendo le opzioni e accrescendo l'importanza di ogni scelta nel definire l'eredità del giocatore.
Modalità di gioco
Il titolo è interamente single-player e incentrato sulla progressione narrativa e sulle decisioni. Non esistono modalità competitive o cooperative: la struttura mette in risalto la responsabilità personale del ruolo presidenziale. Il progresso si sviluppa attraverso documenti ed eventi successivi, con le scelte del giocatore che determinano il percorso, senza sistemi multiplayer o contenuti stagionali.
Ambientazione e narrativa
Leviah è il contesto di un Paese sottoposto a pressioni interne ed esterne che mettono alla prova la risolutezza del nuovo presidente. La storia sottolinea l'isolamento del potere: le informazioni arrivano per prime sulla sua scrivania e ogni azione nasconde costi imprevisti. Temi come potere, responsabilità e perdita inevitabile attraversano l'esperienza, accentuati dalla necessità di gestire crisi che riguardano sia gli interlocutori immediati sia le conseguenze a lungo termine.
Vale la pena giocarci?
«The Proxy» si rivolge a chi apprezza le simulazioni politiche e gli RPG narrativi basati su scelte difficili piuttosto che su azione o combattimento. La struttura single-player e l'attenzione alla gestione documentale e alle decisioni riservate si adattano a chi ama soppesare le conseguenze in uno scenario di leadership circoscritto. Previsto per il Q4 2026 e ancora privo di recensioni, il gioco resta un titolo in arrivo il cui successo dipenderà dalla capacità dei sistemi descritti di restituire compromessi significativi e un impatto duraturo. Chi è attratto dalle esperienze simulate incentrate su governance ed etica personale potrebbe trovarlo in linea con le proprie preferenze al momento del lancio.