How To Survive: Third Person Standalone è un action RPG survival in terza persona per un solo giocatore, ambientato su un arcipelago infestato dagli zombie. Il gioco ruota attorno alla creazione di utensili e armi e alla gestione di cibo, acqua e riparo, mentre si affrontano pericoli naturali e minacce non morte. La visuale ravvicinata sostituisce la prospettiva dall'alto dell'originale, rendendo più diretti gli scontri con i nemici.
Gameplay
Il cuore del survival consiste nel raccogliere risorse cacciando, pescando e foraggiando su quattro isole distinte, ognuna con flora e fauna proprie. Si possono creare centinaia di oggetti, dalle canne da pesca ai lanciafiamme, per soddisfare le esigenze quotidiane e difendersi dagli zombie. Il combattimento in terza persona è immediato: corpo a corpo e armi a distanza richiedono tempismo e posizionamento contro orde di non morti.
Quattro personaggi giocabili offrono statistiche iniziali e percorsi di sviluppo differenti, favorendo stili di esplorazione e combattimento alternativi. Una guida di sopravvivenza fornita da uno sconosciuto eccentrico fornisce suggerimenti, mentre fenomeni atmosferici come il meteo complicano la gestione delle risorse. La durabilità degli oggetti influisce sulla pianificazione a lungo termine, obbligando a un uso oculato dell'equipaggiamento durante sessioni prolungate.
Modalità di gioco
La modalità Storia accompagna il giocatore attraverso la narrazione principale sulle quattro isole, unendo esplorazione e obiettivi di sopravvivenza. Otto sfide separate mettono alla prova abilità specifiche in scenari strutturati, con classifiche per il confronto competitivo.
La modalità libera permette un'esperienza aperta con regole di permadeath che aumentano la posta in gioco a ogni decisione. Tre livelli di difficoltà regolano il comportamento dei nemici, la scarsità di risorse e le condizioni generali; l'opzione più ardua è pensata per giocatori esperti in cerca di sfide severe.
Progressione e minacce
Ogni personaggio dispone di un albero delle abilità che permette di migliorare l'efficienza nella creazione di oggetti, l'efficacia in combattimento e la raccolta di risorse. Col tempo si amplia la capienza dello zaino e si segnano i progressi con lapidi che registrano i tentativi passati. Pioggia che riduce visibilità e mobilità, insieme a incontri con fauna selvatica come coccodrilli e orsi, aggiungono varietà agli spostamenti tra le isole.
Gli zombie restano il pericolo principale, ma la visuale ravvicinata rende gli scontri ravvicinati più tesi. I cicli di foraggiamento e creazione restano invariati in tutte le modalità, premiando chi bilancia sopravvivenza immediata e preparazione a lungo termine.
Vale la pena giocarci?
Le recensioni sono contrastanti: il 57 % di oltre mille voti utente è positivo. Il titolo si rivolge a chi cerca un'esperienza survival crafting single-player senza multiplayer né contenuti stagionali. Chi apprezza la progressione legata al personaggio e le diverse difficoltà può trovare valore nei suoi cicli incentrati sulle isole.
La modalità libera con permadeath e le sfide offrono rigiocabilità a chi preferisce l'esplorazione autonoma rispetto a una storia guidata. Il gioco è disponibile come pacchetto completo che include il contenuto originale e funzioni aggiuntive, tra cui una modalità rogue-like di fuga. Attira soprattutto gli appassionati di gestione metodica delle risorse e di scontri ravvicinati con zombie, piuttosto che di azione frenetica.