Eternity: The Last Unicorn è un action RPG single-player ambientato in un mondo ispirato alla mitologia norrena. Sviluppato da Void Studios e uscito nel 2019, il gioco segue l'elfa Aurehen nella sua missione di liberare l'ultimo unicorno da una maledizione lanciata dalle streghe. Al suo fianco c'è il vichingo Bior, compagno di viaggio con abilità e un passato molto diversi.
Gameplay
L'esperienza ruota attorno all'esplorazione di scenari a telecamera fissa, ricchi di nemici, collezionabili e momenti narrativi. Il combattimento si basa su attacchi diretti, abilità e oggetti da usare contro creature mitologiche come Jotun e Fenrir. Le armi possono essere potenziate e nuove abilità si sbloccano con l'esperienza. Rune, la Pietra di Gungnir e la Perla di Freya offrono vantaggi temporanei o permanenti durante gli scontri e gli spostamenti.
Il sistema di progressione segue lo schema classico degli RPG: salendo di livello si migliorano le statistiche e si ottengono talenti. La prospettiva fissa limita volutamente il campo visivo, costringendo a muovere con attenzione tra ostacoli e nemici. Esplorando si trovano equipaggiamenti migliori e dettagli sulla lore legati agli dèi nordici, ai templi come Skadi Temple e a luoghi come Yggdrasil Garden. La colonna sonora, con melodie ispirate al folklore nordico, accompagna il viaggio tra terre maledette e rovine antiche.
Durante l'intera campagna si possono usare due personaggi. Aurehen punta sull'agilità elfica e su poteri legati alla purezza, ideali per la missione dell'unicorno, mentre Bior offre forza vichinga e abilità legate alle truppe. Passare dall'uno all'altro cambia l'approccio ai combattimenti e ai puzzle senza richiedere partite separate.
Modalità di gioco
Il titolo è interamente in modalità storia single-player. Non esistono opzioni multigiocatore, cooperative o competitive. La campagna principale segue il racconto dalla maledizione iniziale fino alla conclusione ad Alfheim, integrando incontri secondari e collezionabili lungo un percorso lineare. La scelta tra Aurehen e Bior rappresenta la principale variazione nel modo di affrontare combattimenti e sezioni di esplorazione.
La progressione è la stessa in tutta la modalità, con oltre dodici ore di contenuti che coprono i reami di Vanaheim e altri luoghi mitologici. Salvataggi e checkpoint permettono di riprendere senza percorsi narrativi alternativi o finali multipli legati alla difficoltà.
Trama e ambientazione
La storia si svolge in una terra devastata dalla stregoneria, dove antiche pergamene indicano Aurehen come l'unica in grado di toccare e liberare l'unicorno. Bior si unisce alla ricerca delle sue truppe perdute, portando una prospettiva vichinga all'impresa elfica. Gli ambienti attingono al folklore nordico con riferimenti a divinità, creature come la strega Gullveig e simboli sparsi tra Fensallyr e Naglfar.
Oggetti e architetture radicano il mondo nella mitologia: si trovano l'Essenza di Eir per curarsi, idromele per bonus e strutture che richiamano Yggdrasil e altre leggende. La narrazione si concentra su immortalità, maledizioni e riscatto, senza introdurre elementi moderni o fazioni aggiuntive oltre al conflitto con le streghe.
Vale la pena giocarci?
Su Steam il gioco ha ricevuto recensioni perlopiù negative, con il 39% di giudizi positivi su 105 recensioni. I feedback più comuni segnalano combattimenti difettosi e meccaniche datate che penalizzano l'esperienza. Il titolo attira soprattutto chi cerca un action RPG breve e nostalgico, radicato nella mitologia norrena e nel design a telecamera fissa.
I suoi punti di forza sono la coerenza tematica e il sistema a due personaggi, che invita a sperimentare stili di gioco diversi. Per chi apprezza una progressione lineare, la raccolta di oggetti e ambientazioni mitologiche senza sistemi complessi, offre un'avventura compatta. Chi è sensibile ai problemi tecnici o cerca un combattimento moderno e rifinito potrebbe restare deluso. Il gioco è disponibile solo nella versione originale del 2019 per PC, senza aggiornamenti o contenuti stagionali.