Deathtrap Dungeon è un action-adventure in terza persona uscito nel 1998 per PC. Il giocatore assume i panni dell'assassina Red Lotus o del guerriero Chaindog e affronta un vasto labirinto sotterraneo disseminato di trappole, mostri e pericoli magici, con l'obiettivo finale di raggiungere il cuore del dungeon, sconfiggere il drago Melkor e impossessarsi del tesoro promesso.
Gameplay
Il combattimento si svolge in tempo reale e in terza persona: si affrontano i nemici con attacchi ravvicinati e combo direzionali, integrati da armi a distanza, incantesimi e amuleti raccolti durante l'esplorazione. Muoversi significa attraversare stanze, corridoi e passaggi intrappolati, dove leve, pozzi e trabocchetti richiedono tempismo e posizionamento preciso. I due personaggi condividono le stesse meccaniche e si differenziano solo nell'aspetto visivo. La progressione si basa sulla gestione di risorse limitate contro ondate di avversari controllati dall'IA: goblin, folletti, demoni e creature di maggiori dimensioni. Colpire con precisione e usare gli incantesimi al momento giusto permette di gestire i gruppi con efficienza, mentre le trappole impongono osservazione e reazioni rapide per evitare la morte istantanea.
Il level design punta sulla verticalità e sugli spazi interconnessi di decine di aree. Spesso si torna indietro attraverso zone già esplorate per aprire nuovi percorsi o recuperare oggetti nascosti. I 38 livelli aumentano progressivamente di complessità, con densità di mostri più elevata e sequenze di trappole più intricate man mano che si scende nel dungeon. La gestione delle risorse coinvolge le 32 armi, incantesimi e amuleti disponibili, che si scoprono e si equipaggiano per adattarsi alle diverse minacce. L'esperienza rimane focalizzata su un singolo personaggio, senza sistemi di party né IA compagna.
Modalità di gioco
La modalità principale è la campagna single-player che segue l'intera discesa nel dungeon. Il percorso si snoda attraverso i 38 livelli in modo lineare ma con diramazioni, senza percorsi alternativi né missioni secondarie oltre all'esplorazione per trovare potenziamenti. Nella versione originale era presente anche il deathmatch LAN, ma queste funzioni non sono più operative sui sistemi moderni e non ricevono supporto nelle edizioni digitali attuali. Non esistono altre modalità come prove a tempo, sfide survival o gioco cooperativo.
Trama e ambientazione
La storia trae ispirazione dalla serie di librogame Fighting Fantasy e ruota attorno alla costruzione del dungeon da parte di un barone folle, desideroso di attirare celebrità sulla sua città. Gli avventurieri vi si addentrano in cerca di gloria, ma nessuno è mai tornato vivo. Nei panni di Red Lotus o Chaindog, il giocatore si fa strada tra ambienti sotterranei popolati da una varietà infernale di creature. Il viaggio culmina nel confronto con Melkor, il più potente drago degli abissi. L'atmosfera è costruita su corridoi oscuri, meccanismi letali e oltre 50 tipi di mostri diversi distribuiti nei 38 livelli.
Vale la pena giocarci?
Deathtrap Dungeon è indicato per chi apprezza gli action-adventure retrò in terza persona con forte enfasi su combattimento e navigazione tra trappole. Gli angoli di visuale fissi e lo schema di controllo rispecchiano le origini del 1998 e possono risultare limitanti rispetto ai titoli successivi. Chi conosce il librogame originale troverà un adattamento fedele della premessa e del roster di mostri. Il gioco è eseguibile sui PC moderni grazie alle riedizioni digitali che risolvono alcuni problemi di compatibilità, ma non riceve patch, stagioni né supporto continuativo da parte degli sviluppatori. Chi cerca un dungeon crawler single-player impegnativo, con armi e incantesimi da collezionare, troverà intatto il ciclo di gioco principale; chi preferisce grafica aggiornata, controlli reattivi o funzionalità multiplayer farà meglio a orientarsi altrove.