Ashina: The Red Witch è un'avventura indie incentrata sull'esplorazione e sulla scoperta narrativa in un mondo di spiriti. Il giocatore guida Ash attraverso ambienti in pixel art popolati da creature insolite e incontri basati sul dialogo, mentre cerca di recuperare un pendente rubato e di tornare a casa.
Gameplay
Il ciclo di gioco si basa sull'attraversamento di aree distinte, sull'osservazione dell'ambiente e sull'interazione con oggetti e personaggi. La raccolta e l'uso degli oggetti costituiscono il principale elemento rompicapo: si trovano item in una zona e li si trasportano o combinano altrove per avanzare. Gli alberi di dialogo permettono di scegliere le battute, ampliando il contesto e le motivazioni dei personaggi senza modificare il percorso principale.
La navigazione resta lineare all'interno di ogni sezione, senza mondo aperto né elementi a tempo. L'esperienza punta sulla lettura dei testi, sull'attenzione ai dettagli in pixel art e su scelte semplici, senza azioni basate sul tempismo o sequenze di combattimento. Una colonna sonora originale accompagna le scene e rafforza l'atmosfera.
Modalità di gioco
Il titolo è interamente single-player e incentrato sulla storia. Non esistono modalità alternative, opzioni multigiocatore né percorsi multipli della campagna. Il progresso segue la narrazione centrale dall'inizio alla fine, con achievement sbloccabili completando compiti specifici come sbloccare determinate linee di dialogo o terminare la storia.
Il giocatore incontra personaggi già visti in My Big Sister e nuove figure; queste interazioni arricchiscono il lore senza richiedere la conoscenza del gioco precedente.
Storia e ambientazione
Ash si ritrova in un reame ultraterreno dopo aver inseguito uno yokai che ha rubato il pendente di sua madre. Il viaggio prevede l'attraversamento di luoghi insoliti, conversazioni con spiriti e altri abitanti e la scoperta delle forze che la separano dalla sorella. La narrazione mescola elementi familiari emotivi a momenti misteriosi e a tratti inquietanti.
Le visuali in pixel art ritraggono il mondo degli spiriti in una struttura compatta divisa in sezioni, mantenendo l'attenzione sugli incontri chiave e sulle rivelazioni. La storia si conclude in una durata di gioco relativamente breve, privilegiando i momenti tra i personaggi rispetto a contenuti secondari estesi.
Vale la pena giocarci?
Il gioco è adatto a chi cerca avventure narrative con meccaniche ridotte al minimo. I puzzle basati sugli oggetti e il focus sul dialogo offrono un ritmo riflessivo che valorizza trama e stile grafico. Chi preferisce azione, sfide complesse o esplorazione prolungata potrebbe trovare la semplicità limitante in certi momenti.
La critica evidenzia il peso emotivo della storia, il fascino della resa in pixel e la colonna sonora adeguata, pur segnalando la linearità del gameplay come accessibile ma a volte lenta. Il legame con My Big Sister offre un contesto in più per i fan del titolo precedente. La disponibilità su PC rende facile provarlo per chiunque sia interessato a brevi avventure indie incentrate sulla narrazione.